L'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica che l'analisi delle immagini delle telecamere…

Attività vulcanica Etna 2021
Il 2021 è stato un anno particolarmente intenso per l’attività vulcanica dell’Etna, con numerosi episodi esplosivi, fontane di lava, emissioni di cenere e colate che hanno interessato soprattutto il Cratere di Sud-Est.
Nel corso dell’anno Etna Esagonal Trekking Tour ha seguito l’evoluzione del vulcano pubblicando gli aggiornamenti diffusi dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia – Osservatorio Etneo (INGV). In questa pagina abbiamo riunito in ordine cronologico i principali comunicati pubblicati sul nostro sito nel 2021, creando un unico archivio storico più semplice da consultare.
Nota: i contenuti descrivono la situazione del vulcano nelle date indicate e hanno valore storico e documentale. Per le condizioni attuali dell’Etna occorre fare riferimento alle comunicazioni più recenti delle autorità competenti e alle indicazioni delle guide vulcanologiche.
26–27 maggio 2021 – due aggiornamenti al Cratere di Sud-Est
Il 26 maggio l’INGV segnalava una nuova fontana di lava al Cratere di Sud-Est. La nube vulcanica non superava i 5.000 metri sul livello del mare e si disperdeva verso est. Contestualmente aumentavano il tremore vulcanico e l’attività infrasonica, entrambi localizzati nell’area del Cratere di Sud-Est; le reti di monitoraggio registravano modeste variazioni clinometriche, senza variazioni significative alla rete GNSS.
Il 27 maggio veniva segnalata una forte attività esplosiva al Cratere di Sud-Est, accompagnata dall’emissione di cenere. Le cattive condizioni di visibilità non consentivano di osservare direttamente le esplosioni, ma le telecamere mostravano abbondante materiale caldo sui fianchi del cono. Una anomalia termica individuata in prossimità della base del cratere indicava inoltre la probabile presenza di una colata lavica; la nube eruttiva si disperdeva verso est-sud-est.
28 maggio 2021 – nuovo parossismo e nube fino a 6.500 metri
Alla fine di maggio l’attività del Cratere di Sud-Est rimaneva molto intensa. Etna Esagonal ricordava che dal dicembre 2020 al 28 maggio 2021 si erano già verificati 28 parossismi, tutti legati al giovane Cratere di Sud-Est, con modifiche sensibili alla morfologia del cono.
Alle 07:02 UTC del 28 maggio l’INGV registrava attività esplosiva, un trabocco lavico e una nube eruttiva alta circa 5.500 metri, dispersa verso sud-est. Il tremore vulcanico aveva raggiunto livelli molto elevati. Poco dopo, alle 07:25 UTC, la fontana di lava cessava. La nube eruttiva aveva nel frattempo raggiunto circa 6.500 metri di quota; tremore e attività infrasonica iniziavano rapidamente a diminuire e i segnali delle deformazioni del suolo tornavano a stabilizzarsi.
30 maggio 2021 – conclusione della fontana di lava
Nelle prime ore del 30 maggio si verificava un altro episodio al Cratere di Sud-Est. Secondo l’aggiornamento delle 06:33 UTC, la fontana di lava era terminata intorno alle 05:45. Durante l’evento la nube eruttiva aveva raggiunto circa 6,5 chilometri sul livello del mare e si era prodotto un trabocco lavico diretto verso sud-ovest.
Dopo la conclusione dell’episodio, tremore vulcanico e attività infrasonica diminuivano rapidamente, mentre i segnali clinometrici tornavano a stabilizzarsi.
2 giugno 2021 – fontana di lava e ricaduta di prodotti vulcanici
Il 2 giugno il Cratere di Sud-Est tornava protagonista. La fontana di lava cessava intorno alle 10:45 UTC, dopo aver prodotto una nube eruttiva alta circa 5–6 chilometri, dispersa nel settore orientale del vulcano.
Venivano segnalate ricadute di materiale vulcanico nell’area a nord di Zafferana, a Petrulli e a Santa Venerina. La fontana aveva inoltre alimentato un trabocco lavico sul versante meridionale del Cratere di Sud-Est, diretto verso sud-ovest. Dopo il picco dell’attività, tremore e segnali infrasonici iniziavano progressivamente a diminuire.
12 giugno 2021 – dalla debole attività stromboliana alla fontana di lava
La mattina del 12 giugno l’INGV osservava una debole attività stromboliana al Cratere di Sud-Est, con intensità variabile e occasionali emissioni di cenere. Dalle 11:30 UTC l’attività diventava progressivamente più intensa e frequente; il tremore vulcanico passava ai valori alti e contemporaneamente aumentavano frequenza ed energia degli eventi infrasonici.
Nel corso della giornata l’attività evolveva fino alla formazione di una fontana di lava. Alle 23:15 UTC l’INGV ne comunicava la cessazione, mentre continuava una più debole attività stromboliana. La nube eruttiva si era dispersa verso sud-sud-est e venivano segnalate ricadute di materiale vulcanico al Rifugio Sapienza. Il trabocco lavico diretto a sud-ovest rimaneva alimentato, con il fronte intorno ai 2.600 metri di quota, mentre quello diretto verso la Valle del Bove era in raffreddamento.
14 giugno 2021 – l’attività stromboliana evolve in fontana di lava
La sera del 14 giugno si verificava un nuovo rapido incremento dell’attività. Alle 21:46 UTC l’INGV comunicava il passaggio dall’attività stromboliana a una nuova fontana di lava al Cratere di Sud-Est.
Tremore vulcanico e attività infrasonica raggiungevano valori molto elevati, con le sorgenti localizzate nell’area del Cratere di Sud-Est. Le stazioni clinometriche sommitali registravano soltanto modeste variazioni.
16 giugno 2021 – riprende l’attività stromboliana
Il 16 giugno, alle 15:20 UTC, veniva osservata la ripresa dell’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est. I due precedenti trabocchi lavici avevano nel frattempo terminato la loro attività e i fronti delle colate erano in fase di raffreddamento.
Il tremore vulcanico registrava un nuovo rapido incremento fino a valori elevati, accompagnato da una forte attività infrasonica. Successivamente entrambi i parametri tornavano a diminuire. Le reti di deformazione del suolo non evidenziavano variazioni significative.
24 giugno 2021 – cessano le fontane, continua l’attività effusiva
La mattina del 24 giugno l’attività esplosiva al Cratere di Sud-Est diminuiva fortemente. Le fontane di lava cessavano e rimaneva soltanto una debole attività stromboliana, accompagnata da modeste emissioni di cenere. Veniva segnalata ricaduta di cenere nell’area di Linguaglossa. Il trabocco lavico diretto verso sud-ovest continuava invece a essere alimentato.
Poche ore dopo, una bocca effusiva situata a circa 3.050 metri sul fianco sud-orientale del cono tornava gradualmente ad alimentarsi. Il piccolo flusso lavico raggiungeva circa 2.800 metri di quota e avanzava lentamente in direzione della Valle del Bove.
1 luglio 2021 – ripresa dell’attività stromboliana
Alle 22:40 UTC del primo luglio riprendeva l’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est. Il tremore vulcanico si trovava su valori elevati e la sua sorgente risultava localizzata in prossimità del cratere, a circa 3.000 metri sul livello del mare. Veniva inoltre registrata una lieve variazione alla stazione clinometrica sommitale di Cratere del Piano.
4 luglio 2021 – nuova fontana di lava e due trabocchi
Il 4 luglio, poco dopo le 15:25 UTC, l’attività stromboliana evolveva nuovamente in una fontana di lava al Cratere di Sud-Est. La nube eruttiva si disperdeva verso est-sud-est e venivano osservati due trabocchi lavici: uno nel settore sud-occidentale e uno nel settore nord-nord-est, diretto verso la parte alta della Valle del Bove.
Il tremore vulcanico raggiungeva valori elevati e continuava ad aumentare, così come l’attività infrasonica.
14 luglio 2021 – cenere e lapilli sul versante nord-orientale
Il 14 luglio una nuova fontana di lava interessava il Cratere di Sud-Est. L’attività cessava intorno alle 12:30 UTC, ma la nube vulcanica si era già propagata verso nord-est, raggiungendo anche la costa calabrese.
L’INGV segnalava abbondante ricaduta di cenere e lapilli in contrada Rocca Campana, materiale vulcanico anche al Rifugio Citelli e a Presa e cenere fino a Taormina. Dopo la fontana rimanevano una debole attività stromboliana e una colata lavica ancora alimentata nel settore sud-occidentale.
21 settembre 2021 – nube eruttiva fino a 9.000 metri
Dopo la pausa estiva nell’archivio Esagonal, il 21 settembre veniva documentata una nuova fase eruttiva. L’attività stromboliana al Cratere di Sud-Est evolveva gradualmente in fontana di lava. La nube eruttiva raggiungeva una quota di circa 9.000 metri e si disperdeva verso est-nord-est.
Contemporaneamente si formava un modesto trabocco lavico diretto verso sud-ovest. Tremore e attività infrasonica risultavano in aumento, mentre le reti di deformazione mostravano solo variazioni contenute.
23 ottobre 2021 – forte incremento dell’attività esplosiva
L’ultimo comunicato del 2021 conservato nell’archivio Esagonal è quello del 23 ottobre. Nella mattinata il tremore vulcanico raggiungeva valori elevati e veniva registrato un numero molto alto di eventi infrasonici, localizzati in prossimità del Cratere di Sud-Est.
Dalle 08:15 UTC si osservava un incremento dell’attività esplosiva, con produzione di una nube di cenere dispersa verso est. Le condizioni meteorologiche rendevano però difficile seguire continuamente il fenomeno attraverso le telecamere di sorveglianza. Le stazioni clinometriche registravano variazioni contenute e compatibili con gli episodi eruttivi precedenti del Cratere di Sud-Est.
L’Etna nel 2021: un vulcano in continua evoluzione
I comunicati raccolti in questo archivio mostrano quanto rapidamente possa cambiare l’attività dell’Etna. Tra maggio e ottobre 2021, il Cratere di Sud-Est è stato protagonista di numerose fasi stromboliane, fontane di lava, emissioni di cenere e trabocchi lavici.
Gli stessi eventi hanno modificato il paesaggio dell’area sommitale e hanno lasciato colate e depositi ancora oggi visibili durante numerosi itinerari sul vulcano.
Per chi visita l’Etna è fondamentale distinguere tra documentazione storica e condizioni attuali: accessibilità, quote consentite e percorsi possono cambiare in funzione dell’attività vulcanica, delle condizioni meteorologiche e delle disposizioni delle autorità competenti. Le escursioni vengono quindi programmate sulla base delle condizioni effettivamente presenti e degli aggiornamenti vulcanologici disponibili.
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