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Graniti Sicilia murales

Sicilia da scoprire. Graniti: il borgo dipinto della Valle dell’Alcantara

Nel cuore della Valle dell’Alcantara, dove il fiume si fa strada tra antiche colate laviche e i monti Peloritani abbracciano il paesaggio siciliano, si nasconde un piccolo gioiello che negli ultimi anni ha trasformato le sue pietre secolari in tele vibranti di colore e vita. Graniti, borgo di appena 1.500 anime nella provincia di Messina, è diventato un vero e proprio museo a cielo aperto, un luogo dove l’arte urbana incontra la tradizione, dove ogni vicolo racconta una storia e ogni muro diventa finestra su mondi lontani.

Un Paese che Rinasce attraverso l’Arte

La storia di questa rinascita artistica è tanto straordinaria quanto inaspettata. Tutto inizia nel 2014, quando Salvatore Romano, imprenditore originario di Graniti ma da anni residente in Svizzera, e sua moglie Karin Maier decidono di dare nuova vita al paese natìo. L’ispirazione arriva durante una visita a Dozza, in Emilia Romagna, dove il famoso borgo ospita un festival annuale di murales. “Perché non portare questa magia anche a Graniti?”, si sono chiesti.

Da quell’intuizione nasce nel 2017 “Art Project Graniti”, un’associazione culturale no profit con una missione ambiziosa: promuovere il paese attraverso l’arte, la creatività e i murales, ispirando ed educando non solo la comunità di Graniti, ma tutta la valle dell’Alcantara. Il progetto ha trovato la sua anima artistica in Richard Ralya, artista hawaiano di origini polinesiane che, in totale controtendenza rispetto ai flussi migratori che svuotano il Sud Italia, ha scelto la Sicilia come sua nuova patria. Trasferitosi a Graniti dopo una vita vissuta tra America e Turchia, Richard è diventato il direttore artistico del progetto, selezionando personalmente gli artisti e i muri da trasformare.

Un Festival Diverso da Tutti gli Altri

Quello che rende Graniti Murales unico nel panorama internazionale dei festival di street art è il suo approccio profondamente umano e comunitario. Non si tratta semplicemente di artisti che arrivano, dipingono e se ne vanno. Qui si crea un vero scambio culturale: gli artisti internazionali portano il loro talento, la loro visione e una prospettiva esterna, mentre la comunità locale offre un assaggio autentico della vita in un piccolo borgo siciliano, immerso in un paesaggio montano mozzafiato, attraverso il cibo, la cultura e quell’ospitalità che solo la Sicilia sa offrire.

Ogni estate, all’inizio della bella stagione, artisti da tutto il mondo vengono accolti dalle famiglie del paese. Non è raro vedere un pittore canadese seduto a tavola con una famiglia granitese, assaporando pasta alla norma fatta in casa e ascoltando storie tramandate di generazione in generazione. Questa convivialità crea legami speciali: spesso nasce un’intesa profonda tra il proprietario dell’edificio che viene dipinto e l’artista, trasformando il murale in qualcosa di molto più personale di una semplice opera d’arte pubblica.

Graniti Sicilia
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Graniti Sicilia murales
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Un Museo a Cielo Aperto

Oggi Graniti conta oltre 40 murales che impreziosiscono il centro storico, trasformando le strette vie e i tortuosi vicoli del borgo in una galleria vivente. Ogni opera racconta una storia diversa, celebra il patrimonio locale o porta una prospettiva internazionale in questo angolo di Sicilia.

Tra i murales più significativi troviamo “The Kingfisher” di Chiara Abramo, che raffigura un martin pescatore, simbolo del fiume Alcantara e rappresentante di autonomia e forza femminile nella mitologia. L’opera è un promemoria della bellezza e dell’importanza della natura, incoraggiando la protezione delle specie a rischio.

Lucia D’Agostino ha creato “La Finestra sul Passato”, un tributo alle lavandaie di Graniti, ispirato ai racconti della madre e della sorella. Il murale raffigura un antico lavatoio e richiama la fatica e l’allegria delle donne che un tempo vi lavoravano, celebrando la memoria collettiva e il senso di comunità.

“Vecchia Casa” di Ksenia Kopalova utilizza bambole di legno per rappresentare i “cittadini” di una vecchia abitazione abbandonata, tra cui Signor Cappuccio, un ex viticoltore, e Signora 300 Gradi, famosa pizzaiola. Un omaggio nostalgico alla vita passata di Graniti.

“Rosa” di Caesar Perez è dedicato alla cantante folk siciliana Rosa Balistreri e incorpora il simbolo siciliano della “Testa di Moro”, rendendo omaggio a una figura iconica della cultura locale.

Le Radici Artistiche di Graniti

La vocazione artistica di Graniti ha radici profonde. Proprio in questi vicoli mossi i primi passi Giuseppe Mazzullo (1913-1988), uno dei più grandi scultori italiani del Novecento. Nato da una famiglia modesta – il padre era capomastro – Mazzullo fu costretto a cambiare destino dopo una brutta caduta che gli impedì di seguire le orme paterne. Quella che sembrava una disgrazia si rivelò l’inizio di una carriera straordinaria.

Mazzullo coltivò sin da fanciullo la passione per la lavorazione della pietra, recuperando massi dai greti del torrente Petrolo che scorre vicino a Graniti. “Vorrei scolpire come fanno il vento, la pioggia e le intemperie… la pietra per me è tutto”, diceva il maestro. Dopo gli studi all’Accademia di Belle Arti di Perugia, si trasferì a Roma dove la sua casa divenne un cenacolo d’eccellenza, frequentato da Renato Guttuso, Giuseppe Ungaretti, Cesare Zavattini e molti altri. Negli anni Settanta tornò in Sicilia, alle falde dell’Etna, dove realizzò monumentali sculture in pietra lavica e granito. Le sue opere sono custodite nei più prestigiosi musei del mondo, e a Graniti è presente il Museo Civico Mazzullo che espone una collezione delle sue opere giovanili.

Graniti e la Valle dell’Alcantara

Il paese si trova nella parte nord-orientale della Sicilia, all’inizio dei monti Peloritani, a 350 metri sul livello del mare. Il paesaggio è dominato dal fiume Alcantara, che si fa strada tra stretti passaggi e pareti altissime nate da antiche colate laviche dell’Etna, del cui parco fluviale Graniti fa parte.

Una delle particolarità del territorio è la magnifica Pineta di Graniti, un bosco di pini domestici (Pinus pinea), pini marittimi (Pinus pinaster) e pini d’Aleppo (Pinus halepensis) che crea un’oasi di verde e fresco nei mesi estivi. Il paese si trova in una posizione strategica: a soli 15 chilometri dal mare, a metà strada tra Taormina e la Valle dell’Alcantara, a due passi dalle famose Gole dell’Alcantara e dall’imponente Etna.

Le origini di Graniti risalgono probabilmente all’epoca araba, anche se il primo documento ufficiale che lo menziona (con il nome “Casali delli Graniti”) data al 1117. Il toponimo deriva dalla produzione di grano che caratterizzava questi casali. Nel corso dei secoli fu feudo di nobili famiglie come i Mangiavacca, i Castagna e i Balsamo, per poi diventare comune autonomo nell’Ottocento.

Tradizioni e Sapori

La comunità di Graniti mantiene vive antiche tradizioni. Il patrono del paese è San Sebastiano, festeggiato con grande partecipazione la prima domenica di agosto con una suggestiva processione accompagnata da spettacolari fuochi d’artificio. A dicembre il paese si anima con la Sagra della Salsiccia e del Vino, mentre il Presepe Vivente porta magia nelle vie del centro storico.

L’economia locale si basa sull’agricoltura: Graniti è famosa per le sue prelibate ciliegie, di cui si coltivano circa dieci qualità diverse. Il territorio produce inoltre eccellente vino, formaggi, olio d’oliva, castagne, mandorle e agrumi. La cucina locale offre tutti i classici della tradizione siciliana, con quella particolare autenticità che solo i piccoli borghi sanno preservare.

Un Modello per la Sicilia

Il successo di Graniti Murales non è passato inosservato. I dati di Google Maps mostrano circa 500.000 visualizzazioni nell’ultimo anno per i murales georeferenziati del paese. Altri comuni siciliani stanno guardando a Graniti come modello di rivalorizzazione territoriale attraverso l’arte e la cultura.

Ma il vero successo, come sottolinea Salvatore Romano, non si misura solo in termini economici o di presenze turistiche. “Abbiamo sempre avuto il massimo supporto dalle amministrazioni comunali, ma non abbiamo ricevuto finanziamenti. Il nostro investimento più importante è l’ispirazione per i giovani di Graniti, che oggi sono orgogliosi della loro comunità.”

Ed è proprio questo il cuore pulsante del progetto: vedere i ragazzi del paese camminare con fierezza tra i murales, mostrare le opere agli amici, sentirsi parte di qualcosa di speciale. L’arte ha ridato vita non solo ai muri, ma anche all’anima di una comunità.

Come Visitare Graniti

Raggiungere Graniti è semplice. In auto, si percorre l’Autostrada A18 Messina-Catania uscendo al casello Taormina Sud/Giardini Naxos, da cui si prosegue verso Francavilla di Sicilia: Graniti si incontra 3 km prima. Chi arriva in treno può scendere alla stazione di Taormina e proseguire con gli autobus diretti a Francavilla di Sicilia. L’aeroporto internazionale di Catania Fontanarossa dista circa 68 km.

Una visita a Graniti può essere abbinata alla scoperta delle Gole dell’Alcantara, alle escursioni sull’Etna, a una giornata a Taormina o alle spiagge di Giardini Naxos. Il paese stesso merita almeno mezza giornata per passeggiare con calma tra i murales, visitare le chiese (la Chiesa Madre di San Basilio Magno, la Chiesa di San Sebastiano e quella di San Giuseppe) e il Museo Civico Mazzullo.

Una Sicilia che Cambia

Graniti rappresenta un esempio luminoso di come le piccole realtà possano reinventarsi senza tradire la propria identità. Anzi, proprio valorizzando le proprie radici e aprendosi al mondo, questo borgo ha trovato una nuova vita. Gli artisti stranieri che hanno scelto di stabilirsi qui – svizzeri, danesi, argentini, tedeschi, americani – testimoniano che un’altra Sicilia è possibile: una terra che non si svuota, ma che si popola di nuove energie e visioni.

Richard Ralya, l’artista hawaiano che ha fatto di Graniti la sua casa, sintetizza così la magia del luogo: “A Graniti la gente ti saluta, ha il tempo per fermarsi, parlare e condividere. È questo che cercavo.” E forse è proprio questo che cercano anche i visitatori che arrivano da ogni parte del mondo: un assaggio di autenticità, un ritmo più umano, un luogo dove l’arte non è solo da guardare, ma da vivere.

Passeggiare per le vie di Graniti, alzare lo sguardo verso un murale che cattura la luce del pomeriggio siciliano, sentire il profumo del pane appena sfornato mescolarsi al verde della pineta, ascoltare le chiacchiere in dialetto davanti ai portoni: tutto questo è Graniti, il borgo dipinto che ha trasformato le sue pietre in poesia.

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