A maggio inoltrato, sopra i 2.500 metri del versante sud, l'Etna non somiglia all'Etna. Somiglia…

Attività eruttiva Etna 10 agosto 2025
Quando le prime timide luci dell’alba hanno iniziato a dipingere il cielo sopra la Sicilia, l’Etna si è risvegliato dal suo sonno inquieto. Come un gigante addormentato che si stiracchia, il vulcano ha dato vita a una nuova eruzione a quota 3000 metri, proprio sul versante sud-sud est, in una zona già segnata dalla memoria della frattura di febbraio 2025.
È un risveglio che porta con sé il fascino misterioso e la potenza primordiale della Terra che si manifesta. In questo momento di rinascita vulcanica, il respiro della montagna torna a farsi sentire, ricordandoci quanto sia viva e pulsante la natura che ci circonda.
Di seguito il comunicato ufficiale dell’INGV:
COMUNICATO DI ATTIVITA’ VULCANICA del 2025-08-10 08:43:33(UTC) – ETNA.
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, Osservatorio Etneo, comunica l’apertura di una bocca effusiva.
Durante la mattinata si è messa in posto una colata lavica in area sommitale a quota 3000 m s.l.m. circa, con l’apertura di una bocca effusiva posizionata sul versante meridionale della Bocca Nuova. Il flusso lavico si dirige in direzione Sud, sono in corso rilievi sul terreno del personale INGV.
Da un punto di vista sismico non si segnalano variazioni di rilievo. La sorgente del tremore vulcanico è localizzata ad una quota di 2800 m s.l.m. tra Voragine e cratere di Nord Est. Non si segnala attività infrasonica rilevante.
Dall’analisi dei segnali delle reti di deformazioni del suolo, si evince una debolissima variazione di circa un nanostrain in compressione allo strainmeter di M. Ruvolo (DRUV) tra le 03.30 e le 04.00 UTC. Nessun segnale al di fuori della variabilità di fondo è rilevabile alle stazioni delle reti clinometriche e GNSS.



